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sabato 28 maggio 2016

Attualità lunedì 18 gennaio 2016 ore 12:17

“La soda caustica fa bene all’ambiente?”

A chiederlo è Carlo Leoni di Meetup 5 stelle di Bassano Romano che fa alcune considerazioni sui progetti geotermici riguardanti i pozzi esplorativi

AMIATA — La realizzazione delle perforazioni può avvenire con impiego di aria compressa ed acqua, ma anche con fanghi bentonitici ed additivi. I materiali solitamente usati nel confezionamento del fango nelle fasi iniziali, per raggiungere le quote minori, sono solitamente acqua, bentonite e soda caustica, poi man mano che si procede nelle perforazioni del pozzo, in fori di diametro sempre più piccolo, le proprietà del fango giocano un ruolo sempre più’ importante e possono essere impiegati vari tipi di additivi.

“La bentonite – dice Leoni - sostanza di maggior impiego, è un materiale di origine minerale, atossico e privo di effetti nocivi sull’ambiente, ma allo stesso non si può dire delle altre sostanze delle quali deve essere evitata la dispersione. Si evince che non è eliminabile il collegamento tra falde e il mescolamento del fluido geotermico, ma allora perchè si continua a dare le autorizzazioni ai progetti e ai pozzi geotermici?”.

“Ritornando alla delibera regionale – continua Leoni - vorremmo conoscere i componenti utilizzati, per cementare i pozzi e le tubazioni che attraversano gli strati delle falde acquifere. Desideriamo sapere se viene presentata una pratica al Genio civile. Vorremmo anche sapere in che quantità le percentuali di soda caustica usata nel confezionamento del fango e come verrebbe evitata la dispersione nel momento della trivellazione. Cosa succede della soda caustica utilizzata e come si evita la contaminazione della falda idrica?”

“Ci chiediamo anche se sia stato oggetto di attenta valutazione l'impiego di soda caustica o idrato di sodio o idrossido di sodio classificata corrosivo e di additivi non specificati ma è prevista la via o la vas per gli additivi corrosivi”

Il Meetup5stelle intende organizzare degli incontri pubblici per far conoscere ai cittadini queste problematiche e con i cittadini decidere o meno di intraprendere anche un ricorso al tar.

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