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giovedì 19 luglio 2018

LEGAMI D'AMORE — il Blog di Malena ...

Malena ...

Sono nata in un paese straniero e provengo da una famiglia italiana. Fin da giovane le persone si sono sempre confidate con me: donne, giovani, figlie, nipoti, sorelle, comari, amici. Restavano ore a raccontarmi le loro storie e i sentimenti provati durante i loro vissuti. L'argomento più chiacchierato è l'amore in tutte le sue sfaccettature e ho deciso pertanto di parlarne affinché si possa trarre spunto per riflettere sulla differenza di genere.

Marylin Monroe

di Malena ... - martedì 19 dicembre 2017 ore 08:15

La mia amica Marilyn ha solo il colore dei capelli della Monroe ma tutti la chiamano in questo modo poiché lei si sente un po’ diva e si atteggia a femme fatale. Oggi è una donna di mezza età alla quale è arrivata con fatica, vista la sua travagliata infanzia. 

Figlia unica e viziata, economicamente messa bene, non avrebbe alcun problema a spassarsela pensando al proprio benessere e invece è lì che si cruccia per il suo passato e perché a oggi non ha realizzato la love story a conclusione felice con tanto di nozze e fede al dito, tanto agognata. Le donne ci sperano sempre purtroppo, anche in punto di morte si farebbero sposare poiché pensano in questo modo di realizzare la favola del “vissero felici e contenti per sempre” anche se quel per sempre si concretizza in due giorni prima del loro funerale. Meglio tardi che mai!!!. 

Alla ricerca continua del compagno per la vita, giovanissima ha la sua storia d’amore, che finisce prima di cominciare ovviamente. Si dice sempre che è colpa della tenera età e che tante cose non si capiscono!. E’ normale che le storie avute da giovani durino poco perché si è inesperte, insicure e bisognose d’affetto al punto di diventare rompi scatole per l’uomo di turno. Oggi gli uomini dicono: le donne stressano!!. Più sono compagne o mogli e più stressano. 

Ad ogni modo la carriera di storie andate a male di Marilyn con quella prima storia, ha inizio. E’ la volta di Joe. Bello, alto e fatto bene. Dopo un anno la storia finisce senza un perché. Marilyn non capisce dove sta il problema e non sa nemmeno il perché succede. Comincia ad attribuirsi colpe e a sentirsi sola e sconfortata, abbandonata da tutti. Nel frattempo non si perde d’animo ed entra nel mondo del lavoro come libera professionista conquistandosi anche una buona posizione. 

Questo in parte la incoraggia a intraprendere una nuova relazione con Arturo. L’uomo è uno colto, affascinante, e veramente sembra essere la sua sistemazione definitiva. Ecco, questo lo sposa di sicuro!. Prima di arrivare a fissare la data del matrimonio la situazione però traballa. L’uomo è tentato da un’altra donna e si lascia travolgere dalla nuova e fresca passione. Gli amici chiacchierano e il flirt tra Arturo e la new entry è sulla bocca di tutti. Marilyn non può accettare di fare la parte della “becca e bastonata” e quindi tronca la relazione. 

Stavolta però aveva intrapreso anzitempo, anche lei una relazione segreta con John per non rimanere indietro e pure con il fratello di Jonh già che c’era. Non riusciva a decidere chi dei due voleva sposare! Peccato facesse sempre i conti senza l’oste perché nessuno dei due in realtà aveva tali intenzioni. Così dall’averne due all’essere nuovamente sola è stato solo una questioni di attimi. Attimi che in realtà si tradussero in anni. 

Lei si sentiva molto instabile emotivamente. Il suo cruccio maggiore è stato quello di non concretizzare niente e di rinunciare alla maternità dato che il tempo scorreva inesorabilmente. Altra questione cui la donna tiene molto. Non capiva più se stava male per il fatto di non trovare un vero amore o per quello di non aver realizzato il suo desiderio di essere mamma. Facile a questo punto cominciare a prendere ansiolitici, meglio dell’alcool che fa male. Alla fine della fiera, a più di cinquant’anni, si ritrova a essere una bambola di pezza che dove la metti sta. Da queste storie andate così, ne ha ricavato una scarsa autostima e una perdita di smalto che difficilmente adesso può recuperare. In pratica è come se non fosse mai esistita la Marilyn giovane di un tempo, quasi come fosse morta. 

Adesso comunque sta con un uomo poiché mai riuscirebbe a vivere da sola. Quest’ultimo rapporto è di convenienza. Diciamo che adesso fa la dama di compagnia e passa il suo tempo a disposizione di quest’ultimo. Lui la manipola e lei non se ne cruccia o forse non se ne accorge. Da una parte è sicuramente un vantaggio non essere consapevoli perché difatti in questo modo, si patisce meno. Meglio subire psicologicamente che stare a guardare le pareti di casa sola e senza un lui da mostrare alla società. A tutti Marilyn sta dicendo di star bene e di aver trovato finalmente la sua dolce metà che in realtà non è nemmeno un quarto di quello che avrebbe voluto lei. 

Del resto è una donna che si accontenta, amorevole, accondiscendete e di poche iniziative. Ideale per gli uomini che vogliono la donna-bambola con cui riempire sia i momenti di svago sia quelli di letto, da poter oltretutto esibire agli amici e agli altri, poiché Marilyn è molto “tenuta”, conservata in formaldeide, nonostante l’età. Tutto è bene quel che finisce bene, finché dura. A ognuno il suo destino. 

La domanda è: ci cambia il destino o siamo noi a cambiarlo perché ci facciamo influenzare dagli eventi e dalle disavventure della vita?. L’essenza che avevamo a vent’anni è rimasta o l’abbiamo annullata considerando altri valori perché i precedenti ci avrebbero condotto a una vita in piena solitudine?. Che ci manca per star bene con noi stessi?. Dobbiamo obbligatoriamente condividere con qualcuno la nostra vita e di conseguenza accontentarci e ripudiare i sogni della nostra gioventù?. Vale di più avere un uomo accanto o avere un figlio?. 

Ognuno di noi ha dei valori che sono personali. Sicuramente avere un figlio impegna e richiede coraggio. Non tutti abbiamo questo coraggio e aspettiamo che siano gli altri a decidere per noi per levarci dall’impiccio. Il mondo va bene così. Confrontarsi con gli altri serve a capire meglio noi stessi. Attenzione a non scambiare la libertà di fare ciò che si vuole se in realtà le nostre scelte sono vincolate alle paure. Forse questo merita una riflessione più profonda. Meditate donne, meditate!

Malena ...

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