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mercoledì 20 settembre 2017

Politica mercoledì 30 agosto 2017 ore 09:45

Il Tavolo del lavoro contro la crisi amiatina

Primo documento redatto dal "Tavolo del lavoro". "Il raccordo del Tavolo con le istituzioni ha portato risultati importanti"

ABBADIA SAN SALVATORE — Riceviamo e pubblichiamo.

In questi giorni leggiamo sulla stampa locale e sui social network di un più che encomiabile interesse per le vicende drammatiche cui sono sottoposti molti lavoratori della nostra zona. 

Floramiata è forse l’azienda più nota, sicuramente lo è per numeri, ma anche Rivart, Amiata marmi, Rimor, Cooperativa La Boscaglia, per citare solo i casi più emblematici.

Fa davvero piacere un ulteriore attivismo spontaneo che dimostra quanto le nostre preoccupazioni per la situazione del lavoro in Amiata fossero più che fondate quando due anni fa decidemmo, come partiti, sindacati rappresentati in zona, in collaborazione con associazioni, professionisti e singoli cittadini, di dar vita al Tavolo del lavoro di Abbadia S. Salvatore

"La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai". Quindi, mentre ribadiamo la nostra solidarietà e il nostro appoggio a quanti hanno perduto il posto di lavoro, diamo il benvenuto a quanti avvertono l’esigenza di impegnarsi in questo campo.

Il raccordo (e forse anche lo stimolo) del Tavolo con le istituzioni ha portato risultati importanti. Per esempio: il riconoscimento dell’area di crisi non complessa che consente di accedere ad agevolazioni in materia di assunzioni, ricollocazione, formazione, lavori di pubblica utilità, ecc.; l'attivazione di un protocollo specifico (da definire) per il rilancio dell'Amiata attraverso un progetto di valorizzazione integrata a cui il Tavolo ha fornito un proprio contributo serio e meditato. 

La strada è forse lunga, ma è l’unica capace di dare prospettive nuove di impiego. Anche sul fronte dell’assistenza, il Tavolo non è mai stato silente e l’atteso trasferimento di risorse governative finalizzate a misure per le persone prive di ammortizzatori sociali, non nasce certo su Marte.

È quindi poco accettabile che si sostenga di svolgere un’azione di sostegno e solidarietà da tempo e “sempre in solitudine”, nel disinteresse dei corpi sociali intermedi e in particolar modo dei sindacati e partiti di livello provinciale e di zona, che, tra l’altro, non hanno mai gestito le vicende richiamate. Non è accettabile per più motivi.

Primo, perché non è mai utile, nell’interesse dei lavoratori, dividere il fronte e forse, in questo caso, è anche politicamente poco corretto.

Secondo, perché, com’è fin troppo facile dimostrare, è assolutamente falso. Così come appare privo di senso vendere l’importante convocazione della Regione per il prossimo 6 settembre come “il primo risultato” del novello impegno.

Per sfatare il mito della presunta solitudine, basterebbe rileggersi notizie e comunicati degli ultimi due anni degli enti locali, del Tavolo e dei suoi costituenti. 

Così come non può essere sottaciuto l’impegno di più di un consigliere regionale: esistono atti formalmente presentati in Consiglio regionale e note di continue sollecitazioni alle strutture della Giunta regionale per avere aggiornamenti sul tema. Basta leggere…

Se lo ritiene utile, sia l’amministrazione comunale a coordinare, già in vista del prossimo incontro in Regione, un’azione unitaria che coinvolga tutte le forze disponibili dimostrando una reale capacità di seguire e verificare i percorsi messi a disposizione e la propensione a trovare sintesi condivise, evitando di procedere in ordine sparso. 

Non vi è infatti dubbio sul fatto che un territorio unito possa avere una più rilevante forza contrattuale ai tavoli regionali e nazionali.

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