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giovedì 26 maggio 2016

Cronaca mercoledì 23 marzo 2016 ore 11:00

Furti in pelletteria, intercettati i responsabili

Dopo sei mesi di indagini sono venuti fuori i componenti di una banda di rumeni che aveva colpito nella zona 'La Rota' distretto di pelletteria

PIANCASTAGNAIO — Nel colpo, la banda aveva portato via oltre 58 borse di alcune fra le griffes italiane più note e costose per un valore finale sul mercato di alcune centinaia di migliaia di euro.

I carabinieri avevano subito individuato una serie di pecche nel sistema di sicurezza in quell'area: sistemi di allarme che non erano partiti, probabilmente perché male utilizzati o male inseriti e un dedalo di telecamere, diverse malfunzionanti, che aveva restituito soltanto delle immagini notturne di due auto e fortunatamente delle relative targhe, mentre di alcuni personaggi che le utilizzavano e che si muovevano sulla scena del delitto risultava praticamente impossibile ricostruire le fisionomie.

Una delle autovetture era intestata a un’italiana di 52 anni con svariati precedenti e alla quale risultano intestate una serie di auto. I militari riferiscono che la donna appariva essere la classica prestanome che si intestava automezzi in uso a malfattori per ricevere qualcosa in cambio del servizio.

Il secondo automezzo invece risultava di proprietà di una rumena della quale, con molta fatica, è stato possibile ricostruire un chiaro legame con uno dei rumeni che verrà denunciato in seguito. Dalle indagini è emerso poi che, quella notte era scattato un allarme che aveva fatto intervenire la vigilanza privata, che però non aveva rilevato presenze estranee, probabilmente perché i ladri si erano ben nascosti o perché avevano volontariamente fatto scattare l’allarme per saggiare i tempi di reazione della sicurezza interna.

Considerati questi aspetti, i militari hanno svolto una certosina attività di ricerca, dapprima sui sistemi di sicurezza di quegli opifici, poi sulle targhe dei mezzi individuati e infine tramite le svariate strumentazioni elettroniche che costituiscono spesso la carta vincente nelle investigazioni di ogni genere. Alla fine però era il più tradizionale mezzo di ricerca a fornire i risultati migliori, che si andavano a combinare con quanto acquisito: una delle due autovetture era stata fermata dalle forze dell'ordine poco più di un'ora dopo il furto e i 4 componenti di quell'equipaggio erano stati compiutamente identificati in quell'anomala ora notturna. Anche i tempi di percorrenza dal luogo del furto a quello del posto di controllo apparivano compatibili con la consumazione del furto stesso. Solo della refurtiva non c’era traccia.

Alcuni di tali personaggi erano successivamente stati fermati dal radiomobile dei carabinieri di Montalcino a Buonconvento. Uno di essi si era giustificato raccontando di essere diretto a Piancastagnaio dove avrebbe risieduto un suo zio, ma in via Tevere non risiede nessuno, vi sono solo piccoli e grandi opifici che producono pelletteria.

Identificati quattro fra gli autori dei reati e in attesa dell’identificazione dei restanti, è emerso che, per fatti analoghi, due di essi si trovavano in carcere, uno a Firenze e l’altro a Bollate, un terzo indossava un braccialetto elettronico all’interno del luogo di detenzione domiciliare, mentre solo il quarto era libero.

I carabinieri adesso sono in attesa delle determinazioni della procura della Repubblica di Siena che ha coordinato le indagini, che proseguono per ulteriori approfondimenti.

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