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martedì 15 ottobre 2019

Cronaca mercoledì 09 novembre 2016 ore 14:17

L'agenda delle cene del direttore dell'Ato rifiuti

E' partita da un esposto anonimo l'inchiesta della Finanza che ha portato agli arresti domiciliari il direttore generale dell'Ato rifiuti Toscana sud



FIRENZE — La gara per affidare a un gestore unico la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nelle province di Siena, Grosseto e Arezzo fu bandita dall'Ato rifiuti Toscana sud nel 2010 e vinta nel 2013 da Sei Toscana, un raggruppamento di imprese di cui è mandataria la società Sienambiente, uno dei vecchi gestori del servizio. Una partita da 3 miliardi e mezzo di euro che, secondo la procura fiorentina e la Finanza, ha ruotato intorno a una gara pesantemente pilotata per far vincere proprio 'quel' consorzio. E che oggi ha portato agli arresti domiliari  per turbativa d'asta il direttore generale dell'Ato, Andrea Corti, 50 anni, e all'interdizione dai pubblici uffici di tre professionisti, Eros Organni, l'amministratore delegato di Sei Toscana Eros Organni, l'ad e legale rappresentante di Siena Ambiente Marco Buzziechelli, e un avvocato di Firenze (vedi qui sotto gli articoli collegati).

L'inchiesta, denominata Clean City, è iniziata nel 2014 a seguito di un esposto anonimo giunto alla procura, alla Corte dei Conti e alla Guardia di Finanza. Uno scritto talmente pieno di informazioni e dettagli da convincere gli inquirenti a mettere in moto le indagini.

Nella predisposizione del bando di gara su misura per far vincere il raggruppamento che faceva capo a Sienambiente, il direttore dell'Ato rifiuti ha svolto un ruolo strategico. Per lui il pm aveva chiesto il carcere ma il giudice per le indagini preliminari, pur definendo "imbarazzante la spregiudicatezza e la fame di denaro del dg", ha ritenuto sufficienti gli arresti domiciliari seppure con divieto assoluto di incontri e colloqui. Altrettanto strategica si è rivelata l'agenda personale del direttore generale, soprannominata dai finanzieri 'l'agenda delle cene'.

"Nell'agenda del direttore generale - ha dichiarato il sostituto procuratore Rodrigo Merlo - la Guardia di Finanza ha individuato appuntamenti per cene, incontri, meeting prima, durante e dopo la gara. Sono almeno quaranta incontri con i consulenti per dare indicazioni. Vi sono scritti ordini del giorno inequivocabili2.

"Anche corrispondenza telematica è impressionante" ha detto ancora il procuratore.

Durante i due anni dell'inchiesta i finanziari hanno esaminato armadi interi pieni di documenti pubblici e personale, controllando le singole fatture e il percorso dei compensi in denaro elargiti a società e consulenti coinvolti nella gara del super-appalto.

"Il direttore generale dell'Ato Toscana sud ha fatto mercimonio delle proprie funzioni pubbliche al fine di favorire un intreccio di intese davvero sconcertante - ha spiegato il procuratore generale di Firenze Giuseppe Creazzo - Il tutto a vantaggio del'aggiudicatario dell'appalto e traendone vantaggi personali. Controllori e controllati agivano insieme per raggiungere il risultato comune di far aggiudicare la gara ad un preciso raggruppamento di imprese".

Servizio di Dario Pagli


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