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giovedì 19 luglio 2018

Politica mercoledì 15 febbraio 2017 ore 19:11

"Alle ortiche 15 anni di studi"

Nuova stoccata dei comitati, all'indomani del convegno sulla geotermia dello scorso 4 febbraio ad Abbadia San Salvatore



ABBADIA SAN SALVATORE — "E' inaccettabile - fanno sapere i comitati contro la geotermia in un comunicato - che le agenzie regionali azzerino 15 anni e più di studi e ricerche senza un mea culpa e senza chiedere il fermo dell'attività geotermica in attesa delle annunciate nuove ricerche.

Alle ortiche più di quindici anni di studi, pubblicazioni e convegni usati per cercare di nascondere i dati esistenti sulla correlazione tra lo sfruttamento geotermico e l'inquinamento dei territori con danni statisticamente certi alla salute. 

Li vogliono buttare alle ortiche - proseguono i comitati - perché i dati contenuti in tali studi smentiscono le loro conclusioni e una lunga sequenza di loro errori e forzature non hanno retto alle verifiche che i comitati, Sos Geotermia in primis, hanno negli anni puntigliosamente svelato.

Ma un risultato certo è stato ottenuto: le centrali geotermiche non hanno sospeso neanche per un giorno la loro attività: era forse questo lo scopo da raggiungere? I dubbi, più che legittimi, vengono quando Ars e Arpat, il 24 novembre scorso a Firenze, e oggi in "tour" sull'Amiata, hanno l'ardire di raccontare che hanno in progetto un nuovo studio sulla salute; e quindi si possono cancellare con un colpo tutte le ricerche del passato.

Se - conclude il comunicato - come affermano, fosse ancora necessario dopo sette anni approfondire gli studi perché 'c'è un dubbio sulla correlazione tra centrali e salute', allora si dovrebbe, coerentemente e in base al 'principio di precauzione', ormai pacificamente accettato, chiedere l'immediata moratoria di ogni attività geotermica in essere e di progetto, in attesa di altri e più precisi riscontri. Ma, al solito, non è questo lo scopo di ulteriori studi: loro continueranno a indagare a spese nostre, mentre le centrali continueranno a fumare sempre a spese nostre, in bolletta e in medicine".



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