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martedì 21 novembre 2017

Attualità martedì 13 giugno 2017 ore 15:37

Geotermia "Le contraddizioni del Pd"

Scrivono i comitati: "C'è confusione nel Pd; fatti e dichiarazioni in continua contraddizione. C’è un problema elezioni?"

PIANCASTAGNAIO — Negli ultimi tempi assistiamo sul tema della geotermia al rincorrersi di avvenimenti e dichiarazioni di amministratori locali del Pd che non sembrano appartenere allo stesso partito, con posizioni talvolta opposte tra loro e in contraddizione con posizioni assunte in precedenza.

Dai sindaci dell’area tradizionale geotermica (Larderello/Pomarance) - scrivono i comitati - arrivano grida di guerra contro chi si oppone al massacro del territorio, con minacce di ogni genere, unite a richieste di più centrali per raccattare più “compensazioni ambientali”, cioè soldi, per tenere in vita economie di territori che, dopo decenni di cura geotermica, sono in coma profondo.

Dai sindaci dell’area del Monte Amiata arrivano invece posizioni critiche alla geotermia: nel versante grossetano i sindaci di Cinigiano e Seggiano, coerentemente, si sono fin da subito pronunciati contro ogni centrale sui loro territori, a difesa del turismo e dell’agroalimentare di qualità; oggi prendiamo atto che anche il sindaco di Castel del Piano si schiera convinto contro il progetto di centrale di 5 MW di Montenero.

Il sindaco di Arcidosso invece continua a difendere, c’è da riconoscere con caparbia coerenza, l’Enel e le sue centrali, nonostante che, dopo la realizzazione di Bagnore 4, il suo paese sia il più colpito dalle emissioni a causa dei continui blocchi e dei venti prevalenti, che stanno causando sempre più proteste nei cittadini.

Dal versante senese dell’Amiata, in maniera opposta, i sindaci e le amministrazioni di Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore si schierano contro il progetto della centrale Enel PC6 da 20 MW (tipo Bagnore); il sindaco di Santa Fiora che, pur “ospitando” nel suo territorio le centrali di Bagnore, si era invece da tempo schierato contro il progetto di centrale di 5 MW del Bagnolo contribuendo significativamente con le proprie “osservazioni” alla sospensione e alla archiviazione delle procedure.

Contro il progetto Enel della centrale PC6, il primo giugno scorso, si schiera all’unanimità anche l’Unione dei Comuni Amiata Val d’Orcia nelle figure dei sindaci di San Quirico d’Orcia, Abbadia San Salvatore, Castiglione d’Orcia, Piancastagnaio e Radicofani.

In Val d’Orcia (...) il 2 maggio scorso, si negava l’autorizzazione al permesso di ricerca geotermica denominato “Castiglione D’Orcia”, ricadente nei Comuni di Seggiano, Castiglion D’Orcia e San Quirico D’Orcia.

Inoltre il 29 maggio scorso, nel corso di un’iniziativa a Piancastagnaio, i consiglieri regionali del Pd Scaramelli e Bezzini “sfidano” addirittura l’Enel per la centrale PC6 e chiedono di “sospendere la Via per la centrale a Piancastagnaio”, spingendosi ben oltre affermando che “quella che va messa in campo è un’idea di sviluppo sostenibile e duraturo, non un negoziato sugli aspetti risarcitori". 

E’ dalla nostra base che nasce la richiesta alla Regione Toscana di riappropriarsi della materia acendo una Legge quadro, rispettando i patti siglati e i piani in essere e allargando il confronto alle altre forze politiche”; di fatto, una richiesta di moratoria generale e una nuova legge di settore, e non soltanto le ANI (Aree Non Idonee) alla geotermia emesse dalla Giunta Regionale (...).

Anche i sindaci di altri territori toscani, Maremma, Valdera, Valdelsa e Valdicecina, si trovano a contrastare progetti di centrali piovute dall’alto e che hanno visto il “fiorire” di decine di comitati spontanei che tallonano e spingono i sindaci a schierarsi contro le centrali per la difesa del territorio.

Discorso a parte per Marras, capogruppo regionale del Pd - prosegue la nota dei comitati - che cambia opinione a seconda del tempo e dell’uditorio: nell’ultimo incontro del 7 giugno scorso a Montenero ha rivendicato la validità degli atti regionali in merito alla zonazione, ma lo stesso Marras in più occasioni ha affermato nelle “aree non idonee” sarebbero state inseriti “di default” (cioè di norma) tutti quei comuni che ad oggi non ospitano alcun impianto geotermico e ribadito, sulla questione Amiata, quanto già declamato negli ultimi anni dai sindaci e assessori regionali e sancito dal PAER regionale, cioè che il territorio dell’Amiata ha raggiunto, con Bagnore 4, l’equilibrio e che quindi non si sarebbero realizzate più altre centrali.

Posizione sostenuta a Castel del Piano in un incontro il 24 febbraio scorso, ma già modificata -in peggio- a Magliano il 6 maggio scorso dove aveva però portato “in dote” l’esclusione di Magliano e Montenero dai progetti di nuove centrali.

Peraltro nelle regioni limitrofe, Umbria e Lazio, interessate anch’esse dalle mire della speculazione geotermica, gli stessi amministratori locali, in maggioranza Pd, si sono schierati compatti contro ogni progetto di geotermia speculativa e inquinante determinando, di fatto, il blocco di ogni progetto di centrale in quelle regioni.

Da tutte queste vicende emerge evidente una incapacità complessiva, come partito, a governare con la medesima visione e l’incapacità, in molti casi, di capire e prendere atto che la strada delle centrali geotermiche è invisa a tutte le popolazioni dei territori scelti di volta in volta come sedi di impianti; la “zonazione” toscana sancisce definitivamente il fallimento della politica regionale che, mentre tenta sortite populiste verso i cittadini elettori, di fatto impone la volontà delle lobbies delle centrali e degli incentivi pubblici alla geotermia.

I comitati e la Rete Nazionale NOGESI da tempo suggeriscono l’unica strada percorribile per evitare il disastro dei territori (e una inevitabile debacle elettorale…) e cioè una immediata moratoria generale sulla geotermia, esistente e di progetto, il ritiro della cd. “zonazione” e l’apertura di un confronto serio con le popolazioni sulle scelte di politica economica e di sviluppo dei territori affidando il tutto ad una nuova legge di settore, come chiedono peraltro alcuni consiglieri del Pd.

I prossimi giorni la Rete Nazionale NOGESI invierà al presidente Rossi, alla Giunta Regionale Toscana, al Consiglio Regionale, a tutti i sindaci dei territori che la Regione Toscana considera “geotermici” un documento di “osservazioni” alle ANI varate dalla Giunta ed una proposta politica di “revisione generale” delle politiche energetiche della Regione ed un nuovo approccio complessivo al tema “geotermia”.

E il presidente Rossi dimostri che è possibile, in una delle Regioni più “progressiste “del paese, intercettare quanto viene dai cittadini e specialmente dagli amministratori locali circa un cambiamento di rotta delle politiche socioeconomiche e tecnologiche verso direzioni più ecosostenibili, etiche, eque.

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