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sabato 20 ottobre 2018

Politica martedì 19 settembre 2017 ore 11:15

Summit sulla geotermia, insorgono i comitati

Si è tenuto l'11 settembre a Firenze un summit sulla geotermia organizzato dal Governo e associazioni di settore. Scrivono i comitati



PIANCASTAGNAIO — Organizzato dal Governo italiano assieme ad IRENA, Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, è andata in scena a Firenze, la mattina dell’11 settembre, la conferenza ministeriale della GGA (Global Alliance Geothermal) “Lavorare insieme per promuovere l'energia geotermica verso un futuro energetico sostenibile”, che viene a battere cassa, stavolta a livello mondiale, a favore della geotermia. 

Con le solite balle - scrivono i comitati in un comunicato - sull’energia geotermica rinnovabile, pulita, sostenibile, chiedono ancora più sostegno (soldi) ai governi.

La lobby geotermica mondiale, ospitata dal sindaco di Firenze Nardella, prova a rilanciare la geotermia, addirittura ponendosi come obiettivo l’aumento, al 2030, del 500 per cento per la geotermia, al cui confronto il Renzi del “raddoppio della geotermia toscana” è un pivellino.

Ovviamente per puntare a tale obiettivo è necessario che gli Stati, cioè le tasche dei cittadini, finanzino ricerca e sviluppo, come lamenta Adnan Z. Amin, il gran capo dell’Irena (che coordina la GGA), sugli “elevati costi iniziali e dalle difficoltà di finanziamento, dai deficit nelle infrastrutture di trasmissione dell’energia, dalla mancanza di politiche realmente capacitanti e dalla scarsa informazione e consapevolezza presenti in molte amministrazioni locali” chiedendo quindi di “identificare e implementare meccanismi che diano maggiore sicurezza a investitori e costruttori...”, cioè: dateci i soldi pubblici.

La Toscana - prosegue il comunicato - rilancia, da brava prima della classe, per bocca dell’assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo riportando quanto già chiesto dal suo Presidente Rossi al MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) e spiega che “l’idea è di indirizzare parte dei loro fondi europei verso la ricerca mineraria di risorse geotermiche e verso l'innovazione tecnologica degli impianti geotermici per migliorare l'efficienza energetica e ridurre gli impatti ambientali... con investimenti coordinati per campagne di sensibilizzazione volte al risparmio energetico e all’accettazione sociale dell’attività geotermica”.

Tutta la baracca si regge sulla “balla spaziale” che la geotermia sarebbe un’energia rinnovabile, pulita, sostenibile, tesi ormai smontata essendo dimostrato che non è rinnovabile, che presenta rischi sismici e sanitari, oltre che agli impatti ambientali e paesaggistici, legate alla specificità dei singoli territori. 

Ma quando si ragiona in termini di profitti economici si tira dritto, come hanno ribadito i nostri governanti a Firenze, a iniziare dal ministro dell’ambiente Galletti e dal viceministro per lo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova.

Ma tutti costoro sanno, o dovrebbero sapere, che le centrali geotermiche italiane, soprattutto quelle con tecnologie “flash”, come quelle del monte Amiata, hanno un impatto climalterante pari e superiore alle centrali a combustibili fossili, come accertato dallo studio Basosi-Bravi e che “...l’emissione di CO2 delle centrali geotermiche è dello stesso ordine di grandezza di quella delle centrali alimentate da combustibili fossili. Il confronto mostra che dal punto di vista dell’ACP (Potenziale di Acidificazione, ndr), l’impatto derivante dall’energia prodotta dalle centrali geotermoelettriche del Monte Amiata è in media 2,2 volte maggiore dell’impatto di una centrale a carbone. Il valore medio dell’ACP di Bagnore 3 (il campo geotermico di Bagnore emette 21,9 kg SO2equiv/MWh) è 4,3 volte più alto di una centrale a carbone e circa 35,6 volte più alto di una centrale a gas…”, quindi “...la produzione di elettricità dalle centrali geotermiche dell’area del Monte Amiata non può essere considerata “Carbon free”. 

E gli impianti binari non hanno meno problemi come sismicità, reimmissione degli incondensabili quando la loro percentuale-come in centro Italia-è alta, problemi alle falde acquifere.

In merito allo sviluppo dell’occupazione le balle spaziali aumentano: le migliaia o le decine di migliaia di addetti legati alla geotermia sono una favola che vanno ripetendo, sapendo (o dovendo sapere) che la geotermia in Italia occupava, a fine 2014, solamente 650 addetti (Fonte enel/emas).

Pure dovrebbero sapere che proprio nelle aree dove storicamente si sfrutta la geotermia è più alto il livello di povertà e di crisi, tanto che recentemente la stessa Regione Toscana ha individuato l’area nord, Larderello/Travale, come “area di crisi”, mentre il valore immobiliare è -con l’area su/Amiata- il più basso della Toscana (vedi “borsino immobiliare”, Il Tirreno del 10/6/17).

Ma nel contorno di questo summit molti personaggi hanno trovato modo di parlare di geotermia: Montemaggi dell’Enel Green Power e Vaccari (Pd): l’uno ammette che “la sommossa di tanti territori contro lo sfruttamento dell’energia rinnovabile che arriva dal sottosuolo è dilagante”, l’altro lo rassicura “occorre andare avanti con i progetti. E non sottostare alla dittatura dei comitati".

Come non si può sorvolare sulle dichiarazioni di Terlizzese, DG MISE, che sui rischi ambientali assicura: «Esistono, ma la tecnologia può azzerarli… Quello che non molti sanno, però, è che esiste una risposta tecnologica per ognuno di questi potenziali problemi. Esistono ad esempio sistemi a circuito chiuso, che non prevedono il prelievo e la reiniezione dei fluidi geotermici, e che di conseguenza non hanno impatti sulle falde acquifere né sulla sismicità. Stiamo lavorando per elaborare queste informazioni a trasferirle alla popolazione". 

C’è da rilevare, su questo summit mondiale della geotermia di Firenze, l’annuncio a sorpresa fatto solo pochi giorni prima dell’evento e l’assenza del CNR e dell’INGV, nonché di esperti universitari, pare non invitati; due fatti che, maliziosamente, inducono a pensare che si temessero contestazioni e voci dissonanti che di certo si sarebbero verificate con la presenza dei cittadini, dei comitati e di qualche scienziato o ricercatore, secondo cui lo sfruttamento in Italia della geotermia non è possibile perché non ci sono sufficienti condizioni di geoetica, di tecniche e di sicurezza. 

Del resto la stessa logica – non utilizzo di esperti di enti nazionali - è stata usata nella redazione della “Linee guida sulla geotermia” imposta al Governo dal Parlamento.

Nonostante quindi la firma anche del nostro Governo alla cd. Dichiarazione di Firenze, la consapevolezza tra i cittadini che la geotermia non è sostenibile e, anzi, mette a rischio lo sviluppo di altre attività legate ai territori, sarà la causa del fallimento politico ed economico di tali scelte sbagliate. (Rete nazionale NoGESI)



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