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Politica martedì 28 settembre 2021 ore 14:06

Mps, ok al sindaco per interloquire col Governo

Approvata all'unanimità la mozione che dà mandato al primo cittadino. Obiettivo: la salvaguardia della Banca Monte dei Paschi di Siena



SIENA — Presentata questa mattina, durante la seduta del Consiglio comunale, tenutasi nella Sala Italo Calvino al Santa Maria della Scala, la mozione tesa alla salvaguardia dei lavoratori e del valore economico sociale di Banca MPS, firmata da tutte le componenti politiche dell’assise (Maurizio Forzoni, Federico Minghi, Claudio Cerretani, Pietro Staderini, Pierluigi Piccini, Lorenzo Loré, Davide Ciacci, Alessandro Masi, Davide Dore, Laura Sabatini, Mauro Marzucchi).

Nel documento la richiesta di impegno del sindaco a rivolgere, ancora, un nuovo e solenne appello al Presidente del Consiglio dei Ministri e a tutti i dicasteri coinvolti ed interessati dall’operazione: Ministro del MEF Daniele Franco, allo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e al Ministro del Lavoro Andrea Orlando, per un incontro, chiedendo di esplorare tutte le possibili soluzioni con un passaggio in Parlamento, valutando, anche, l’eventuale ipotesi di rinviare l’operazione di privatizzazione fin quando la Banca e la comunità senese non saranno effettivamente tutelate, assicurando: la salvaguardia dei diritti dei dipendenti con misure comunque sostenibili; la continuità del marchio MPS, il più antico del mondo, universalmente riconosciuto nel settore bancario internazionale, che è un unicum con la permanenza della direzione a Siena; una soluzione che salvaguardi un’autonomia utile e un’integrità durevole della Banca, che ha svolto un ruolo per il Paese, insieme alla difesa del complesso indotto di attività e la permanenza diretta di una presenza dello Stato per accompagnare l’evoluzione della Banca.

Durante il suo intervento il sindaco di Siena ha rimarcato l’importanza dell’unanimità di intenti dimostrata con la mozione presentata per affrontare una ‘battaglia’ difficile e non semplice e che, purtroppo, sarà anche veloce visti i termini che sta dettando l’Europa. Ma qualsiasi valutazione venga fatta non può prescindere, ha evidenziato il primo cittadino, dal non riconoscere che il Montepaschi è uno dei principali gruppi bancari del nostro Paese, con attività rivolta principalmente alle famiglie e alle piccole e medie imprese. Ha quindi ricordando che il valore del marchio ammonta a 466milioni di euro, 4milioni i clienti, 198 miliardi di raccolta complessiva di cui 87 di depositi, 81,4 miliardi di finanziamenti alla clientela, 2,2mld di crediti deteriorati (2,7% del totale), 1500 sportelli e 200 centri specialistici diffusi su tutto il territorio nazionale con un forte radicamento territoriale. Ma anche i sacrifici richiesti dalla politica: da Banca 121 ad Antonveneta, con le scelte politiche del passato e le conseguenze che ne sono derivate, e per questo il richiamo alla stessa politica per porre un rimedio certo per quello che MPS ha rappresentato nei secoli a livello mondiale, per non incorrere in quanto palesatoci. Il sindaco di Siena ha chiesto, in maniera ferma, strategie diverse, in grado di tutelare e non sacrificare la banca più antica del mondo con scelte forse affrettate e irreversibili, le cui ricadute a spese della Banca e della comunità senese potrebbero essere irrimediabili.

La mozione è stata approvata all’unanimità così come l’emendamento presentato da Paolo Salvini e firmato da tutti i gruppi consiliari (Federico Minghi, Davide Ciacci, Mauro Marzucchi, Lorenzo Loré, Pierluigi Piccini, Maurizio Forzoni, Pietro Staderini, Claudio Cerretani e Alessandro Masi), con il quale nel penultimo capoverso delle premesse scritte nella mozione viene aggiunta la frase: “tenute ferme le diffuse responsabilità del recente passato”.

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