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Attualità venerdì 08 luglio 2016 ore 16:01

Floramiata, c’è una proposta per il salvataggio

Un progetto di rilancio che mira a creare una nuova eccellenza del mercato italiano ed europeo, è questa l’idea dell’Azienda Agricola Cammelli



AMIATA — Il prossimo 15 luglio è in programma l’asta per l’acquisizione ma i tempi sono sempre più stretti e per l’Azienda Cammelli non ci sono ancora le condizioni per partecipare.

Nel progetto di salvataggio dello storico marchio c’è tutto il know-how di una azienda leader nel settore ortofrutticolo che, però, oggi non vede ancora soddisfatte le condizioni necessarie per portare a termine l’operazione in serenità ed efficacia. E lancia un grido dall’allarme per gli oltre 130 lavoratori.

Al momento Floramiata, dichiarata fallita, è una realtà economica sofferente che rischia concretamente la chiusura: in una zona piuttosto avara di opportunità lavorative, questo minerebbe definitivamente la pace sociale di tutto il vasto territorio che gravita sull’azienda.

L’Azienda Agricola Cammelli ha deciso di rendere nota la strategia di rilancio, che prevede investimenti per circa 2 milioni di euro in due anni: mantenere il core-businness sulla produzione di piante ornamentali ma, contestualmente, riconvertire alcune strutture da destinare alla coltivazione di ortaggi in fuorisuolo e alla produzione di prodotti, sempre in controstagione, a più alto valore aggiunto. Uno dei capannoni presenti ospiterà un centro logistico per l’ortofrutta con celle frigorifere ed un nuovo reparto di confezionamento. Il progetto prevede anche l’implemento della produzione di piante da odori in vaso e la possibilità di riaprire il centro vendite. Infine, il centro ricerche interno, Cammelli ha già ricevuto una manifestazione d’interesse da parte della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Firenze per una sua gestione condivisa che punti all’eccellenza.

Per attuare questo piano, Cammelli è in trattativa con alcune cooperative amiatine per la gestione del lavoro: l’azienda fiorentina è consapevole che un progetto così ambizioso preveda l’impiego di un numero di lavoratori sicuramente non inferiore a quello attuale. Purtroppo il tempo rimasto prima della scadenza del bando potrebbe non essere sufficiente per riuscire a mettere insieme le garanzie che l’Azienda Cammelli ritiene necessarie per far partire un simile progetto. Un progetto che, sempre utilizzando la geotermia, potrebbe in futuro interessare altre zone della Toscana, soprattutto nel caso in cui sull’Amiata non si verificassero le tanto auspicate condizioni favorevoli.



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