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Attualità lunedì 09 gennaio 2017 ore 17:52

La cipolla che fa ridere

Stanziati 5mila euro per valorizzare la Cipolla della Selva. Una coltivazione iniziata due anni fa negli orti di un antico convento



SANTA FIORA — A Santa Fiora, in provincia di Grosseto, prosegue il percorso di valorizzazione della cipolla della Selva: il progetto ha ottenuto un finanziamento di 4mila euro dalla Regione Toscana per il sostegno ai prodotti agroalimentari di qualità delle zone rurali e di montagna. A queste risorse si aggiunge un contributo di mille euro del Comune di Santa Fiora come quota obbligatoria di compartecipazione al progetto.

L’associazione culturale per la Selva, con l’aiuto e il supporto del Comune di Santa Fiora e di Genomamiata, la più importante associazione amiatina dedita alla salvaguardia dei genomi animali e vegetali, sta lavorando alla caratterizzazione genetica e nutraceutica delle antiche varietà di cipolle dell’Amiata.

La coltivazione è iniziata circa due anni fa negli orti dell’antico Convento della Santissima Trinità di Selva. I lavori scientifici - come si apprende da un comunicato del Comune - sono partiti da un’indagine genetica per discriminare le varietà di cipolla ritrovate sull’Amiata da altre varietà autoctone toscane e dalle cultivar commerciali; successivamente viene messa a punto la caratterizzazione dei principali profili nutraceutici e la comparazione con quelli provenienti dalle varietà commerciali; poi si procede allo sviluppo di un prodotto salutistico-funzionale con caratteristiche nutrizionali migliorate attraverso l’utilizzo di tecniche agronomiche mirate a ridotto impatto ambientale e infine sarà redatto un disciplinare di produzione per la tutela e valorizzazione della Cipolla dell’Amiata. L’ambizioso progetto si muove in linea con la legge regionale 64/2004 sulla tutela e valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali di interesse agrario, zootecnico e forestale.

“La riscoperta e la valorizzazione economica dei prodotti autoctoni – spiega il consigliere comunale Alberto Balocchi - sta ottenendo attenzione non solo da parte del mondo scientifico ma anche dei piccoli produttori e dei consumatori, che sono sempre più consapevoli di quanto sia importante la provenienza e l’origine delle produzioni, per avere garanzie sulla qualità e la sicurezza agroalimentare. Ecco perché il progetto sulla cipolla di Selva, ha tutte le caratteristiche per portare valore aggiunto al nostro territorio. Grazie al finanziamento di 4mila euro della Regione Toscana, a cui si aggiunge la quota obbligatoria di compartecipazione al progetto di mille euro del Comune di Santa Fiora, la sperimentazione potrà andare avanti. L’obiettivo per i prossimi anni sarà quello di mettere in produzione e in commercio le vecchie cultivar amiatine di cipolla, diventando una risorsa di sviluppo.”  


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