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mercoledì 26 settembre 2018

Politica venerdì 03 febbraio 2017 ore 14:14

"Fermiamo i lupi"

Ieri la Conferenza Stato-Regioni ha rinviato la discussione del Piano di conservazione e gestione del lupo. Coldiretti invita a proseguire



SEMPRONIANO — Giovedì 2 febbraio la Conferenza Stato-Regioni, su richiesta di alcune regioni, ha rinviato la discussione del Piano di conservazione e gestione per il lupo in Italia, per una valutazione più approfondita. Dal Ministero dell’ambiente hanno fatto sapere che la redazione del documento ha coinvolto oltre 70 tra i massimi esperti dell’argomento, oltre all’Istituto per la Protezione Ambientale (ISPRA) e i maggiori portatori d’interessi.

Il piano - si apprende da un comunicato di Coldiretti Toscana - che prevede ventidue azioni di conservazione della specie, affronta anche il tema nodale della risoluzione sostenibile dei conflitti con le attività dell’uomo, nel pieno rispetto della normativa comunitaria e di quella nazionale. 

Proprio a questo scopo il testo concede, in casi eccezionali, la possibilità di attivare deroghe al divieto di rimozione di singoli esemplari, già prevista dalle norme italiane ed europee; avviando un percorso strettamente regolamentato e caratterizzato da rigorose azioni di prevenzione. 

“Chi parla di apertura della caccia al lupo - ha detto il Ministro Galletti - non ha letto il Piano. In questo testo - afferma il Ministro - c'è un nucleo anti-bracconaggio con i carabinieri forestali e le polizie provinciali, cani anti-veleni contro i bocconi avvelenati, altre azioni di prevenzione per gli allevatori per proteggersi ed evitare che il lupo mangi gli animali allevati".

"Nelle sue dichiarazioni – dice il Presidente Tulio Marcelli – il ministro sta confermando quanto dichiarato in occasione dell’incontro avuto con Coldiretti. E bene ha fatto la Regione Toscana a essere coerente con la propria posizione già assunta nel tavolo tecnico, cercando anche di evitare il rinvio. Coldiretti Toscana continua a sostenere il 'Piano lupo' e ci auguriamo che presto torni in sede di Conferenza Stato Regioni per l’approvazione definitiva, perché è uno strumento utile a diminuire i danni agli allevamenti e prevenire i rischi dovuti alla presenza di questo predatore in alcune aree; e al tempo stesso contrastare il bracconaggio. Intanto è necessario attivare azioni incisive per contenere ibridi e randagi e assicurare risorse adeguate per i risarcimenti”.

Secondo le stime del Ministero dell’ambiente in Italia ci sono tra 1500 e 2000 esemplari. Secondo recenti studi, condotti dall'università di Firenze, nei nostri boschi vive una popolazione di lupi formata da 108 gruppi riproduttivi (erano 72-73 nel 2013): complessivamente si stima che la popolazione ammonti a circa 600 animali. I gruppi si stanno rafforzando anche a causa di incroci con cani randagi. 

“Quello dei cani randagi e degli ibridi – conclude Marcelli – rimane un problema aperto. Per questo Coldiretti Toscana ha presentato di recente un documento alla Regione per l’immediata realizzazione di piani di contenimento e controllo di cani vaganti e ibridi attraverso la collaborazione con i diversi Corpi di polizia”.



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