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Spettacoli lunedì 27 febbraio 2017 ore 12:25

Losburla presenta Stupefacente

​Lo starocafè di Abbadia San Salvatore, compie un anno. Per l'occasione arriva Losburla, vincitore del Premio De Andrè



ABBADIA SAN SALVATORE — Lo starocafè, pub di Abbadia San Salvatore, compie un anno. 

Cosi per festeggiare sabato 4 marzo avrà il piacere di ospitare Roberto Sburlati, in arte Losburla, cantautore della provincia di Asti. Insieme all'amico Marco Notari Losburla esce con il primo album nel 2013, con la raccolta "i masochisti", grazie al quale ottiene il premio De Andrè per la migliore interpretazione. 

Definito "il giovane Tenco dell'era no TAV" nel 2016 è uscito il secondo album Stupefacente con il quale girerà gran parte d'Italia e sabato 4 marzo suonerà a Abbadia San Salvatore (Siena). 

"Il pub Starocafè - fanno sapere gli organizzatori - continua a credere in una filosofia di lavoro e intrattenimento, offrendo a musicisti, e in particolar modo a chi interpreta musica originale e inedita, a potersi esprimere sul suo piccolo ma accogliente palco".

Di seguito un'intervista a Losburla (del 24/9/2013).

Perché la decisione di un disco solista?

Scrivo canzoni da diversi anni, e in cuor mio ero sicuro che prima o poi mi sarei cimentato in un avventura da solista. Una spinta significativa è stata di certo l’incontro con Luca Cognetti, il produttore de “I Masochisti”. Abbiamo fatto un lungo tour insieme nel 2012 con Marco Notari, durante quel periodo gli feci sentire i miei provini e decidemmo di lavorare insieme agli arrangiamenti dei miei brani. Quello forse è stato un punto di svolta decisivo.

I tuoi testi tendono al cinismo, sostanzialmente pessimisti ma anche ironici e politicamente scorretti. Chi sono i masochisti?

I Masochisti siamo noi. Questo è il concept dell’intero disco. E’ un masochista colui che trae godimento quando prova dolore. Attraverso le tematiche affrontate, l’intento provocatorio è giungere alla conclusione che noi, mi riferisco alla mia generazione nella mia porzione di mondo semplicemente perché è quella che conosco a sufficienza per poterne parlare, pur ben consapevoli della provenienza del dolore che proviamo facciamo poco o nulla per evitarlo, non andando oltre a sterili lamentele da bar o da social network, che altri non è che un bar incredibilmente capiente. Per quel che riguarda il linguaggio, l’ironia e il sarcasmo sono i deterrenti necessari per affrontare il pessimismo di fondo di questo disco. E’ una cosa che ho voluto sottolineare ed evidenziare attraverso i testi. Sono uno di quelli convinti che l’ironia e soprattutto l’autoironia aiutino a vivere meglio.

Come definisci la tua musica? Quali sono i tuoi progetti (musicali) per il futuro? E’ in vista un tour?

E’ molto difficile definire la propria arte, e in generale fatico molto ad armeggiare con i mille sottoinsiemi in cui si categorizza la musica rock, per cui per farla semplice e schietta mi definisco un cantautore che si diletta con la musica Rock, e lascio il compito di catalogare a chi lo fa di mestiere. Per il futuro c’è la seria intenzione di dedicarmi a questo progetto e a questo disco con tutte le energie necessarie. Attualmente sto preparando con la mia band lo spettacolo live. Il tour partirà da Ottobre e andrà avanti per tutta la stagione. Jori D. Cherubini



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