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mercoledì 26 settembre 2018

Attualità mercoledì 23 novembre 2016 ore 19:32

Anche a Cinigiano '100mila orti in Toscana'

Cinigiano aderisce all’iniziativa della Regione "100mila orti in Toscana”, finalizzata a diffondere sul territorio regionale gli orti urbani.



CINIGIANO — 100mila orti in Toscana è attuato dalla Regione attraverso il supporto tecnico di Ente Terre Regionali Toscane e Anci Toscana con la collaborazione dell’Accademia dei Georgogili e dei Comuni.

L’iniziativa rientra nell’ambito di Giovanisì, per questo darà priorità ai giovani fino ai 40 anni di età e tra i gestori degli spazi, alle associazioni composte prevalentemente da giovani. Le coltivazioni dovranno essere improntate all’agricoltura biologica, mettendo al bando fitofarmaci e pesticidi.

“La consideriamo un’ottima opportunità di riqualificazione ambientale - spiega il sindaco Romina Sani - nel comune di Cinigiano, infatti, tantissimi appezzamenti di terra sono incolti, addirittura alcuni in stato di abbandono. Con questo progetto ci piacerebbe riuscire a portare sul territorio una parte delle risorse regionali per incentivare i giovani a recuperare questi spazi, occupandosene, ed evitando che vadano in malora. La Regione, infatti, investirà nel progetto 3milioni di euro in 3 anni attraverso i quali cofinanzierà iniziative sui territori. Il Consiglio comunale si è già espresso positivamente sulla proposta di adesione al progetto regionale. A questo punto pubblicheremo un avviso di manifestazione d’interesse rivolto ai cittadini proprietari delle terre incolte, interessati ad aderire al progetto e poi avvieremo l’iter procedurale nei confronti della Regione Toscana”.

Attraverso gli orti la Regione promuoverà l’agricoltura toscana di qualità, stili di vita sani e definirà regole trasversali sull’intero territorio regionale per la realizzazione e la gestione degli orti.

 “Questa esperienza sarà importante - continua il sindaco Romina Sani – per il recupero delle aree degradate, ma soprattutto dal punto di vista sociale e culturale: i cittadini potranno riscoprire il piacere del contatto con la terra e dell’autoproduzione, produrre da sé quel che si consuma”.



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