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martedì 16 luglio 2019

Attualità lunedì 03 aprile 2017 ore 19:29

Cinelli Colombini incontra il Principe Carlo

"Ho incontrato il Principe di Galles Carlo che mi letteralmente affascinato. Vi assicuro che non è un 'pesce d’aprile', anzi vi racconto tutto"



MONTALCINO — Il 1 aprile alcuni produttori di vino toscani hanno incontrato, a Firenze, il Principe di Galles Carlo e sua moglie Camilla. Di seguito la testimonianza di Donatella Cinelli Colombini.

Noi produttori eravamo convocati per le sei ma la coppia reale sarebbe arrivata due ore dopo. Allegra Antinori, Jacopo Biondi Santi, Leonardo Frescobaldi, Vittorio Moretti di Petra, Giuseppe Mazzacolin di Felsina, Giovanni Manetti di Fontodi. Tutti pronti a servire le bottiglie impeccabilmente presentate dai sommelier FIS (Fondazione Italiana Sommelier) guidati da Franco Ricci in persona. 

La cornice è spettacolare: Villa San Michele, una terrazza su Firenze con una facciata disegnata da Michelangelo. Il panorama è simile a quello di casa mia, dove nel Trecento Giovanni Boccaccio ambientò il “Ninfale fiesolano”, anzi forse la mia vista di Firenze più bella, ma io non ho la squisita eleganza dei saloni di questo esclusivo e romantico albergo. E’ forse per questo “lusso invisibile” che il Principe di Galles Carlo e sua moglie Camilla lo hanno scelto per il loro soggiorno italiano.

Mi aspettavo un personaggio triste, raggelato dall’etichetta e invece il Principe Carlo è un uomo delizioso, con un “sense of humour” stupendamente britannico e una capacità di stare con le persone frutto di in una vita al servizio del suo Paese. E’ uno straordinario ambasciatore del Regno Unito, si fa amare. Quando gli ho detto che il mio Brunello riserva nasceva in una cantina di sole donne si è divertito immaginando come venisse coccolato, e si è invece interessato alla coltivazione biologica dei vigneti "E' difficile qui da voi? Come curate le malattie?" ha voluto sapere.

La moglie Camilla manifestava la stanchezza più di lui. Quello stesso giorno la coppia reale era stata a Napoli in aereo, usando l’aeroporto di Pisa. Nonostante l’allenamento, per persone non più giovanissime, deve essere stata una bella tirata anche considerato il caldo, i tanti incontri e le tante cose da vedere. Le ho detto "anche per la nostra zona di Montalcino, come per l’Inghilterra, il global warming è stata una vera fortuna" e lei mi ha chiesto se avevo assaggiato i vini inglesi, e se mi piacevano. La Duchessa di Cornovaglia è anche la presidente del UKVA una specie del nostro comitato vini, ed è una vera esperta di grandi bottiglie.

La serata non finisce qui, vado a sostenere le Donne del vino e i produttori dell’Orcia che offrono le loro bottiglie durante la festa in occasione del premio Italia a tavola. La premiazione vera e propria è avvenuta nel pomeriggio nell’Ospedale degli Innocenti, il capolavoro di architettura civile di Filippo Brunelleschi. 

Nelle relazioni colgo una vera perla: sapete come ha fatto la Spagna a superare l’Italia come destinazione turistica, senza avere l’offerta culturale, le spiagge e gli alberghi che abbiamo noi? Per capirlo basta un esempio: l’aeroporto di Marbella a Malaga riceve più voli dalla Germania di tutta la Sicilia da tutta l’Europa. Non servono commenti, è un dato che parla da solo. (Fonte, e resto del racconto: http://www.cinellicolombini.it/)



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