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Arrivano i Gatti Mézzi

La stagione di Sei Gradi di Separazione si apre con la musica d'autore dei Gatti Mézzi, che presentano "Perché hanno sempre quella faccia"



PIANCASTAGNAIO — Sabato 21 gennaio, ore 21,30, appuntamento a Piancastagnaio (Siena), con i Gatti Mézzi. Band che nasceva nel 2005 dal connubio artistico tra Tommaso Novi, piano e voce, e Francesco Bottai, chitarra e voce. A unirli - si apprende dalla biografica - è stata la passione per un tipo di composizione ironica, sperimentale, colta e irriverente ai limiti del goliardico che scivola su melodie che spaziano dal jazz allo swing passando per le sonorità della più raffinata musica popolare. 

Un mondo musicale di riferimento composto da grandi nomi della musica italiana come Giorgio Gaber, Paolo Conte, Fred Buscaglione e il jazz francese manouche alla Django Reinhardt. Nel 2007 vincono il Premio Ciampi, nel 2013 arrivano finalisti al Premio Tenco, nel 2015 firmano la colonna sonora del film "Fino a qui tutto bene" di Roan Johnson che viene candidata ai Nastri d'argento con "Morirò d'incidente stradale", come miglior brano originale. 

"Pescatori, pisani e sagaci cantastorie generazionali - prosegue la nota - il successo dei Gatti Mézzi risiede nella loro capacità di osservare la società con un filtro ironico, personale, sfoggiando storie di ordinaria complessità con parole semplici, camuffando sentimenti contrastanti con personalità e stile, raccontando storie di città, che i due musicisti pisani hanno saputo convertire ed illuminare dall'interno con la consueta bellezza carica di ironia pungente e citazioni provenienti da letteratura e dalla migliore tradizione della canzone italiana.
Perché hanno sempre quella faccia è il loro ultimo album composto da undici tracce in cui testi ironici e provocatori si intersecano con un tessuto musicale che spazia dal cantautorato al jazz, dal funk al blues. Le parole che il duo sfodera brano per brano descrivono un quadro che va ben oltre l’esperienza personale dei due giovani autori e sembra prendere forma in un contesto più ampio, che si declina nella sensibilità di un’intera generazione".

Durante la serata sarà in esposizione allo Studio Trappola Acustica una personale di Luca Serafini. Un autodidatta, uno che disegna tutto quello che gli viene in mente, senza limiti né regole. Si definisce uno “scarabocchiatore seriale e compulsivo”. La spontaneità e la necessità della sua pittura si percepiscono nei quadri, che sono potenti e immediati. Si ispira ai fumetti, alla sua infanzia, ai cartoni anni ’80, ma anche, e soprattutto, al maestro Vittorio Traversi.

Appuntamento al Trappola acustica, via Roma 384/A, Piancastagnaio. Info 347 4698861 – 328 2734454



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