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Attualità Giovedì 15 Gennaio 2026 ore 10:00

Nuovo distretto bio per l'agricoltura toscana

vigneto
La viticoltura tra i fiori all'occhiello del territorio

La dodicesima realtà di questo tipo raduna attività, istituzioni e comunità di Pitigliano, Sorano, Semproniano, Castell’Azzara e Roccalbegna



PROVINCIA DI GROSSETO — La Toscana ha un nuovo distretto biologico, il dodicesimo: è nato infatti nei giorni scorsi quello Aldobrandesco che riunisce i comuni grossetani di Pitigliano, Sorano, Semproniano, Castell’Azzara e Roccalbegna, le aziende agricole del territorio e le comunità locali.

A fronte di una superficie totale dell’area di circa 55mila ettari, l’agricoltura occupa un posto importante: la Sau (Superficie Agricola Utilizzata) supera i 21mila ettari, e rappresenta l’attività principale. Si contano 909 aziende del comparto agricolo-forestale e della piscicoltura, sulle 1.611 totali attive sul territorio.

Prevalgono le coltivazioni di olivo e vite, presenti fin dall’antichità. Si producono sia olio Toscano a marchio Igp, ottenuto da una mescolanza di olive di diverse varietà, e vini: la Docg Montecucco (Roccalbegna), la Doc Bianco di Pitigliano a Pitigliano e Sorano e la Doc Sovana

Tutto il territorio è ricompreso nella Doc Maremma. Semproniano, Roccalbegna e Castell’Azzara fanno parte anche delle “Strade del Vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata”. Pitigliano, Roccalbegna, Semproniano e Sorano della “Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma”, una delle più importanti d’Italia che attraversa i territori di 13 comuni.

L’attenzione all’agricoltura e all’agroalimentare di qualità emerge anche dall’elenco dei Pat (Prodotti Agroalimentari tradizionali Toscani): il Pecorino delle cantine di Roccalbegna, il Fagiolo borlotto nano di Sorano, lo Sfratto di Pitigliano. Da sottolineare che circa 400 aziende del comparto agricolo sono biologiche (il 48% di Sau è coltivata con metodo biologico).

"Toscana pioniera nell'agricoltura sostenibile"

“Una nuova realtà – ha commentato il presidente Eugenio Giani – che va ad aggiungersi a quelle già esistenti e che rafforza il ruolo della Toscana come regione pioniera nella promozione di un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Un percorso che la Toscana ha avviato ormai da anni grazie alla legge del 2019 e che dimostra la grande attenzione dedicata, in termini di sostegno ed investimenti, a questo modello di agricoltura”.

Soddisfatto anche l’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras: “Il Distretto Biologico Aldobrandesco nasce dalla consapevolezza da parte degli attori locali pubblici e privati dei comuni coinvolti rispetto alla ricchezza storica, culturale, paesaggistica e naturale di questi territori per promuovere un modello di sviluppo basato sui valori dell’agricoltura biologica". 

"Nel distretto - ha aggiunto - convivono aree agricole montane fragili ma ricche di biodiversità, ed una presenza capillare di imprese attive soprattutto nella coltivazione di vite ed olivo e nell'allevamento e pesca nelle acque interne”.


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