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Politica lunedì 11 maggio 2015 ore 14:17

L’Amiata affida le proprie speranze a Scaramelli

Folla ad Abbadia San Salvatore per accogliere e sostenere il capolista Pd alle elezioni, equità, ripresa e crescita dell’Amiata per un nuovo modello



CHIUSI — In molti si sono stretti attorno al progetto di creare, anche in Amiata, un nuovo modello di società capace di rompere con le logiche anacronistiche per dare nuovo slancio e segnare la ripartenza del territorio tutto.

“L’Amiata è più di una montagna, è donne, uomini e storia che parlano di lavoro, natura, ambiente e rivendicazione. Un territorio che vuole andare a vivere nel futuro dando - ha detto Stefano Scaramelli - il proprio contributo alle terre di Siena per uscire dalla crisi e creare un nuovo centro di sviluppo. Qui, ci sono sogni e speranze che possono essere realizzati, ma la politica deve fare la sua parte. Dal turismo all’agricoltura, dalla cultura al manifatturiero, equità, ripresa e crescita dell’Amiata non possono passare per i vecchi meccanismi perché richiedono un profondo sforzo innovativo, un modello nuovo, servono soluzioni nuove a partire dalle politiche che fino ad oggi sono state portate avanti. La montagna non è un problema e non ha bisogno di assistenzialismo, dobbiamo sovvertire questa logica per mettere al centro le persone e questo straordinario territorio, potenziando caratteristiche e peculiarità da sempre troppo poco sviluppate e valorizzate. Credo che per l’Amiata sia davvero giunto il momento di trasformare ciò che rappresentava un problema all’interno del vecchio modello di sviluppo fin qui seguito, in una nuova opportunità di crescita all’interno di un progetto di sviluppo più sostenibile, più equo e solidale.

Le donne e gli uomini della montagna stanno scommettendo su un nuovo modello di sviluppo, con la grinta e la tenacia che li contraddistingue vogliono andare a vivere nel futuro portando un bagaglio esperienziale, ma anche culturale e sociale, che può fare dell’Amiata un vero e proprio volano. Qui, non solo c’è la montagna con i suoi boschi, l’acqua, i suoi impianti sciistici, i suoi giacimenti, c’è una ricchezza inestimabile, tutta toscana, a due passi dalla Maremma, dal mare e dalla Capitale. Per rendere l’Amiata più competitiva e portare i turisti a scoprirla serve lavorare sul piano dei trasporti, penso ai collegamenti, più facili e veloci, via bus verso Siena e Chiusi per collegare la montagna alle stazioni ferroviarie e consentire, anche a chi vive la montagna, di raggiungere nel miglior modo possibile altri centri d’interesse.

L’Amiata come polo d’attrazione ma anche come luogo da vivere, per questo l’uomo, i cittadini che vivono questo territorio di straordinaria bellezza devono essere messi al centro di un nuovo Rinascimento, nel quale l’ambiente, l’agricoltura e la caccia devono ritrovare l’armonia, un equilibrio che si è rotto e che, invece, deve essere ripristinato per creare le migliori condizioni possibili per la vita dei cittadini, il lavoro e la tutela dell’ambiente. Tutti aspetti che non possono essere gestiti in maniera ideologica, l’armonia di ambiente, caccia e agricoltura, ha bisogno di scelte capaci di creare una nuova dimensione armoniosa in favore dell’uomo e del lavoro, senza questo passaggio non c’è futuro per la montagna e per chi la abita. Dall’Amiata può partire una straordinaria rivoluzione: da qui si può iniziare a promuovere la coesione e lo sviluppo economico, sociale e civile dei territori montani, attraverso il sostegno della competitività del sistema montano, la tutela del suo ecosistema e la promozione della qualità della vita e dei servizi in montagna”.



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