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martedì 19 novembre 2019

Attualità venerdì 22 luglio 2016 ore 14:41

Il progetto ‘Bagnolo’ già preoccupa

E’ stato presentato e reso pubblico un progetto geotermico nell’area dell’Amiata in Toscana, un pozzo che potrà raggiungere la profondità di 4000 mt



ABBADIA SAN SALVATORE — “Bagnolo” è la denominazione del progetto del pozzo che servirà ad ottenere calore da trasformare in energia geotermica, attraverso una procedura di stimolazione con probabile impiego di acido. Tale procedimento per intercettare il calore della roccia, operando una serie di spaccature della stessa, ottenute grazie all’ azione degli acidi, come abitualmente si realizza in progetti di fracking

Il progetto, che comprende le aree geografiche dei comuni di S. Fiora, Abbadia S. Salvatore e Piancastagnaio, è stato presentato alla Regione Toscana ed è in attesa di passare alla Valutazione di Impatto Ambientale successivamente al prossimo mese di agosto.

Al momento la cittadinanza è nella posizione di poter presentare osservazioni al progetto entro la metà di agosto e quindi il 'Gruppo di cittadini di salviamo la toscana dalla geotermia per la salute dei cittadini' afferma:

“Ciò che la società documenta lo si può evincere dal permesso di ricerca “Bagnolo” come studio preliminare ambientale ed è qui che viene dichiarato che intendono operare la stimolazione dl pozzo con un trattamento di acidificazione, che richiede l’introduzione di sostanze chimiche che agiranno in base alla costituzione geologica del terreno, con volumi di 50.000 litri di acido introdotto in profondità.

Quanto la società dichiara è l’introduzione di soda caustica fino a 2200 mt. Non si sa che altra diversa sostanza possano introdurre oltre i 2200 metri”.

Poi il gruppo continua: “L’introduzione di soda caustica avrà come risultato la fuoriuscita di fanghi, che saranno successivamente smaltiti, rispettando un codice CER che viene indicato nel progetto e che, se confrontato con la tabella del Catalogo Europeo dei Rifiuti, corrisponde ad un codice che non include le sostanze pericolose. Altro sarebbe il codice da attribuire a dei fanghi mescolati a sostanze come la soda caustica. Altra dichiarazione della società è che le emissioni prodotte dal pozzo e immesse nell’aria, sono stimate nella misura di circa 20 tonnellate di vapori endogeni per ora, con un quantitativo massimo di CO2 disperso in atmosfera che è previsto nella misura di 65 t”.

Infine: “Non viene considerato che questo genere di operazioni di perforazione danno luogo all’emissione non solo di CO2, ma anche di acido solfidrico, che in proporzione sarebbe quantificabile in un range dell’1-2% dell’intera emissione, e quindi valutata in 0,2-0,4 tonnellate all’ora, cioè da 4,8 t. a 9.6 t. nelle 24 ore. Non dimentichiamo che l’acido solfidrico è ritenuto responsabile di alcune gravi patologie dell’apparato respiratorio”.



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