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Attualità martedì 31 maggio 2016 ore 16:13

Lavori di pubblica utilità, arriva il bando

Anche l’area dell'Amiata è stata aggiunta come area di crisi per concorrere al bando per fronteggiare le difficoltà legate al perdurare della crisi



AMIATA — Fino al 31 luglio i soggetti pubblici che intendono presentare progetti possono fare domanda, sia per posta che on line, per interventi finalizzati all'occupabilità di soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro e per contrastare la disoccupazione di lunga durata.

Grazie a questo bando la regione ha stanziato risorse del bilancio regionale per 3 milioni di euro, diamo una concreta opportunità ai lavoratori e ai territori più svantaggiati.

“Abbiamo stanziato – spiega il presidente della Regione Enrico Rossi – confermando ed estendendo uno strumento che ha già dimostrato una sua utilità nel sostegno al reddito e nel contenimento delle situazioni sociali più critiche. Le novità che abbiamo introdotto nel nuovo avviso lo rendono più calibrato sulle esigenze delle aree di crisi e di realtà che, per diversi motivi, ancora oggi stentano a risollevarsi. La giunta prossimamente varerà, a favore di chi ha svolto lavori di pubblica utilità, un voucher formativo per favorirne il rientro nel mercato del lavoro. Solo continuando a sostenere i lavoratori in difficolt&agr ave; e scongiurando ricadute sociali troppo pesanti potremo portare avanti, insieme alle istituzioni locali e alle forze sociali, il lavoro già cominciato di rilancio dell'economia e dello sviluppo". 

Gli ambiti di intervento su cui si potranno presentare i progetti sono:

- valorizzazione del patrimonio ambientale, tutela degli assetti idrogeologici, bonifica delle aree industriali dismesse e interventi di bonifica dall'amianto; valorizzazione del patrimonio pubblico urbano, extraurbano e rurale, compresa la relativa manutenzione straordinaria; valorizzazione dei beni culturali e artistici anche mediante l'attività di salvaguardia, promozione, allestimento e custodia di mostre relative a prodotti, oggetti, attrezzature del territorio, nonché riordino o recupero e valorizzazione di beni archivistici, librari e artistici di interesse storico e culturale; riordino straordinario di archivi e recupero di lavori arretrati di tipo tecnico o amministrativo; attività ausiliarie di tipo sociale a carattere temporaneo. A presentare i progetti dovranno essere, secondo specifiche modalità, le pubbliche amministrazioni, anche con partner privati.

L'avviso introduce una quota di contributo a carico della Regione del 65%. Una decisione presa anche grazie ad un confronto con i Comuni. Si è inoltre deciso di inserire la previsione che almeno il 50% dei progetti debba riguardare lavoratori licenziati. Terza novità, l'ampliamento dei soggetti che possono presentare i progetti e di coloro che possono partecipare al partenariato con una o più amministrazioni pubbliche. Fra questi, anche le controllate dei Comuni a vario titolo, enti in house, cooperative, associazioni, fondazioni, consorzi no profit. 

La quota di finanziamento è pari a 6.500 euro per ciascun lavoratore assunto, mentre la parte restante è a carico del soggetto attuatore. L'impegno del lavoratore dovrà essere riferito ad un impegno settimanale non superiore 20 ore per un massimo di 12 mesi, (proporzionalmente ridotto in funzione delle ore indicate dal contratto). 

Per la prima tipologia di progetti (aree crisi) l'importo finanziabile va da un minimo di 50 ad un massimo di 600 mila euro. Per la seconda (licenziamenti collettivi) si va da 50 mila a 150 mila euro a progetto.

Il decreto è stato pubblicato nei giorni scorsi sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana è reperibile sul sito.



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