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Attualità giovedì 15 ottobre 2015 ore 10:31

Cinipide addio, è tempo di castagne

Secondo un'analisi Coldiretti, quest'anno la produzione crescerà del 50% rispetto al 2014. Dopo 4 anni il morbo del castagno è stato sconfitto



FIRENZE — La castanicoltura toscana è in via di guarigione e questo è un ottimo segnale per l'intero comparto nazionale, visto che la produzione del Granducato è la più importante d'Italia.

Da nord a sud, infatti, i boschi della Toscana sfornano le tre qualità più ricercate e due derivati d'eccellenza: il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana Dop e la Farina della Lunigiana Dop.

Produzioni nuovamente in salute, visto che dopo 4 anni, le autorità sono riuscite a debellare quasi completamente il cinipide, insetto fitofago che attacca i germogli delle piante ospiti causando la formazione di galle, arrestandone la crescita vegetativa e provocando una riduzione della fruttificazione.

“L’introduzione dell’antagonista naturale del cinipide galligeno, il torymus sinensi, sta dando già ottimi risultati. – ha sottolineato Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – I primi riscontri sono incoraggianti. E’ un’annata inaspettata che rimette in moto un’economia molto importante che produce un’integrazione al reddito decisiva per la stabilità delle aziende agricole. La castanicoltura ha permesso a molte generazioni di sopravvivere in passato e lo sta facendo ancora tutt'oggi”.

Negli scorsi anni a causa del morbo contratto da molte piante toscane, si sono moltiplicate le importazioni di prodotti provenienti da Spagna, Portogallo, Turchia, Slovenia e Romania . A questo punto dunque, l'invito di Coldiretti alle istituzioni è quello di moltiplicare i controlli sull'origine delle castagne messe in vendita e mettere in campo risorse per favorire le produzioni nostrali.

Anche perché all'orizzonte si sta affacciando un nuovo parassita. Si chiama Gnomo Gnosis ed è un fungo che rende il frutto nero di muffa ed immangiabile. "Gli attacchi – rassicura Coldiretti - sono per ora  limitati e circoscritti".

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