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sabato 19 ottobre 2019

Attualità lunedì 08 maggio 2017 ore 19:40

La pasta con l'etichetta trasparente

Coldiretti Toscana "indicare l'origine del grano per difendere Made in Italy; oggi un pacco di pasta su tre è straniero"



PIENZA — Passo avanti del procedimento che ci porterà a breve alla etichettatura obbligatoria per la pasta con la possibilità di riconoscere l’origine del grano utilizzato. 

Coldiretti Toscana, tramite un comunicato, esprime ottimismo, e commenta benevolmente l’avvio della procedura formale di notifica dei decreti - dai ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda - per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima, per la pasta e il riso, come anticipato alla manifestazione nazionale di Coldiretti davanti al Ministero delle Politiche Agricole.

“Finalmente sarà possibile smascherare l’inganno di un pacco di pasta su tre fatto con grano straniero senza indicazione, come pure per un pacco di riso su quattro dopo il boom delle importazioni da paesi asiatici come il Vietnam che ha aumentato le proprio esportazioni di riso in Italia del 346 per cento nel 2016”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Toscana Tulio Marcelli nel commentare positivamente l’avvio della procedura a livello comunitario.

L’assenza dell’indicazione chiara dell’origine non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, ma impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionali e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy.

“L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche se molte resta ancora da fare – ha detto Antonio De Concilio direttore di Coldiretti Toscana - L’Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 19 aprile 2017 l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre a partire dal 1 gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. 

Voglio ricordare come a livello comunitario - continua De Concilio - il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto”.

Dopo il passo odierno, in casa Coldiretti ci si auspica che possa concludersi al più presto l’iter comunitario che interessa pasta e riso, per combattere la concorrenza sleale dei prodotti stranieri spacciati per italiani che stanno provocando una crisi senza precedenti nel settore cerealicolo, così importante anche per l’agricoltura e i livelli occupazionali della toscana.

Cibi con l'indicazione origine, e quelli senza (studio Coldiretti)

Carne di pollo e derivati 

Carne bovina 

Frutta e verdura fresche

Uova 

Miele 

Passata di pomodoro 

Pesce 

Extravergine di oliva

Latte/Formaggi

Pasta in itinere

Riso in itinere        

Cibi senza provenienza indicata in etichette:

Salumi

Carne di coniglio

Carne trasformata

Derivati del pomodoro diversi dalla passata

Frutta e verdura trasformata

Sughi pronti

Pane



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