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Attualità giovedì 10 dicembre 2015 ore 15:52

Riprende il mercato della castagna

Il settore rurale della provincia di Siena traccia un bilancio positivo sull’anno 2015, i dati dimostrano una ripresa generale del settore



AMIATA — Annata positiva per la castanicoltura, presente nelle aree del Monte Amiata e Montagnola senese, aumenta la quantità (+200%) e calano i prezzi (-20%) rispetto allo scorso anno.

Ricordiamo che l’anno 2014 non è stato particolarmente buono in quanto i castagni hanno subito gli attacchi di un batterio che ne ha determinato la diminuzione del raccolto.

Buone anche la performance di vino e olio, battuta di arresto per il latte prodotto per il pecorino a casa degli attacchi dei predatori. I dati dell’annata agraria segnalano una stagione positiva per il vino, con una qualità ottima e quantità in lieve crescita. «Bene - commenta il direttore Cia Siena Roberto Bartolini - anche l’andamento dei prezzi per i nostri principali vini: si dal +30% del valore di Brunello e Vernaccia al +10% del Chianti Classico».

Riparte anche il settore dell’olio extravergine dopo l’annata tragica del 2014, che aveva falcidiato la produzione di un abbondante 70%. Ottima la qualità per l’olio di annata e produzione al +25% rispetto al 2013. Per l’ortofrutta, nella zona Valdichiana, la Cia Siena registra un calo della produzione, ma sono in crescita sia il mercato interno, sia l’export, e con esso aumentano i prezzi (+8%).

Per quanto riguarda la zootecnia è stabile il mercato dei bovini da carne; stabile anche quello dei bovini da latte dopo un calo consistente degli ultimi anni, in diminuzione gli ovini da carne, mentre per gli ovini da latte quantità in calo a causa del basso prezzo riconosciuto alla stalla, ed a causa dei continui attacchi dei predatori. Per i cereali registrato una produzione +10% (alla raccolta), calo dei prezzi (-10%), da 27 euro al quintale del 2014 ai 24 di oggi.

L’agricoltura – conclude la Cia Siena - si conferma sempre più come pilastro dell’economia senese; è necessario sostenere il settore con politiche idonee e gli strumenti opportuni a disposizione, alleggerire il peso della burocrazia che resta uno dei principali problemi e favorire sempre di più la competitività dei prodotti toscani sui mercati interni e su quelli internazionali. Senza dimenticare la piaga degli ungulati e predatori, che va definitivamente risolta”.



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