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lunedì 21 giugno 2021

VIGNAIOLI E VINI — il Blog di Nadio Stronchi

Nadio Stronchi

Nadio Stronchi, autore di “Vignaioli e vini della Val di Cornia e Isola d’Elba”, è un appassionato cultore di vini e, più in generale, di mondo agricolo. Bibliofilo e instancabile ricercatore è stato promotore di attività enoiche dentro la storia locale Val di Cornia, Toscana

​Sottotitolo enologico: lo sciogli lingua

di Nadio Stronchi - martedì 11 maggio 2021 ore 07:30

Luigi (dagli amici detto Gino) Veronelli, anni 1980, alla mia domanda quale fosse, di tutti, il migliore vino in senso assoluto, mi rispose: non esiste! Ci sono il migliore dei Lambrusco; umile in quella categoria, e il migliore dei Barolo tra la categoria dei vini complessi. Dipende dalla vite, luogo di coltivazione, clima, la cura del viticoltore, il cantiniere e dagli anni ’60 del 900, dall’enologo chi lo aveva e chi lo ha. 

La cultura nelle campagne è stata per un lungo periodo approssimativa e sporadica. Nella Toscana del 1753 nacque l’Accademia dei Georgofili, ma essa ruotò per molto tempo intorno Firenze; la cultura di ogni genere non si diffondeva nelle province se non in modo empirico. Si è dovuto aspettare due secoli ma, come sappiamo l’uomo porta con se la voglia di conoscere e di essere protagonista anche in solitudine; ci sono umani che sanno dare il meglio di se in mezzo a difficoltà di ogni genere. 

Nella mente dell’uomo delle origini c’è in memoria quel succo dolce scaturito dai grappoli; si poteva conservare pochissimo tempo, poi si deteriorava al contatto con l’ossigeno, diveniva acetico. Però, nei secoli addietro, i progressi, spesso, sono nati per caso; progressi relativi perché in genere il vino del periodo classico, fatto in modo empirico, aveva bisogno di correzioni per mitigare la troppa alcoolicità, l’acescenza, asprezza e la tannicità con l’aggiunta di spezie, miele e, talvolta, acqua di mare. Si è dovuto aspettare le scoperte del biologo Pasteur, fine ‘800, per capire gli effetti negativi di alcuni batteri negli alimenti e gli effetti necessari dei fermenti per la trasformazione degli zuccheri in alcool. 

Negli anni ’60 nacque l’Associazione Enotecnici Italiana la quale portò una rivoluzione nelle aziende vinicole. Luigi Veronelli, 1980, da me interpellato con una richiesta di aiuto per la Val di Cornia, nella quale il vino era anonimo e si chiamava solo bianco e nero nel fiasco; Dopo averlo degustato, mi disse: avete le uve che sono oro e le trasformate in ferro, qui occorre un “dottore” del vino come l’enotecnico Piero Pittaro di Codroipo (Udine), poi divenuto presidente. 

Dopo un anno riuscimmo a creare la Seconda Condotta Enologica d’Italia finanziata dalla Provincia di Livorno. Ecco che anche in Val di Cornia si passò dal vino, talvolta acetico, come il passito da mieloso ad agrodolce, al vino che vi propongo del 2019. 

Passito di Ansonica dell’Azienda Rigoli S.S.A, di Nelusco Pini e F.gli in località Cafaggio nel comune di Campiglia Marittima.

Vino Passito a Indicazione Geografica Tipica Val di Cornia, chiamato: “Impressioni di Settembre” fatto con uve di Ansonica fatte appassire in un locale riparato ma arieggiato, per due mesi.

Ecco le mie impressioni dopo averlo degustato.

Colore: Giallo oro carico, limpido, con una tonalità viva. Olfatto: profumi intensi floreali e frutti appassiti. Finezza eccezionale, che anche all’olfatto da una armonia e equilibrio con un profumo dolce e morbido di fiori di arancio. Gusto: molto scorrevole, equilibrato dolce, con una vena acida persistente dando una ottima e lunga sensazione finale. 

Vi prego non state a discutere il prezzo.

Nadio Stronchi

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