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venerdì 30 settembre 2022

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

​A mio modesto parere 1: come l’uomo si sta suicidando

di Adolfo Santoro - sabato 09 luglio 2022 ore 10:18

Gandhi ammoniva: “O l’umanità distruggerà gli armamenti, o gli armamenti distruggeranno l’umanità”. Ne fu un esempio negativo: fu assassinato da un estremista indù con tre colpi di pistola. La ragionevolezza di Gandhi fu uccisa dalla rabbia ossessiva delle etnie.

L’equilibrio della ragionevolezza si fonda sul minimo di progresso e il massimo di conservazione, sul minimo di lavoro e il massimo di godimento, sul minimo di luce e il massimo di buio, sul minimo di parola e il massimo di silenzio, sul minimo di maschile e il massimo di femminile/infantile, sul minimo di muscoli e il massimo di scheletro, sul minimo di armamenti (usati per contenere e non per reprimere) e il massimo di pace; sul minimo di fuoco e il massimo di acqua, insomma.

Il folle progresso dell’uomo sulla terra ha significato l’alterazione dei cicli naturali e delle stagioni: il ciclo dell’acqua, che attraversava i quattro elementi, si è inceppato ed è stata favorita la vittoria del fuoco. Il segreto, rubato da Prometeo agli dei (la tecnica del fuoco) fu affidato alla tecnologia delle Vestali, ma la scoperta di altre tecniche e di altre energie è stata affidata alla tecnologia muscolare delle armi da fuoco. Come un vulcano che erutta cronicamente il proprio fuoco e sparge le proprie ceneri sporcando i ghiacciai (che crollano) e i ghiacci polari (che si sciolgono), così i fautori di armi e guerre sono ignari delle conseguenze del mancato rispetto del secondo principio della termodinamica: l’entropia è un bene nei sistemi aperti, ma diventa causa di morte nei sistemi chiusi. E la Terra non è un sistema aperto in continuo scambio energetico con l’Universo!

Accade così che troppa acqua viene riscaldata dal fuoco dei combustibili fossili e rimane nell’aria, come vapore acqueo, assieme alla CO2: l’atmosfera diventa una cappa, che impedisce la dispersione del calore, e il vapore acqueo, che non ce la fa a trasformarsi in pioggia, precipita in modo dirompente non dove continua la produzione d’energia, ma in territori molto lontani; la terra, disseccata dalla produzione intensiva e deforestata, non trattiene acqua e le riserve dei poli e dei ghiacciai si riversano in mare; il risultato finale è la desertificazione, che progressivamente interesserà l’intero pianeta, e l’innalzamento dei mari. Accade così che per l’uomo cambiare significhi rivaleggiare col vicino nel possesso di beni oppure cambiare l’auto o il telefonino. Accade così che l’uomo si annienti nel lavoro e non sappia più godere dell’evoluzione del spirituale, propria dell’approfondirsi nel corpo. Accade così che l’uomo non sappia rientrare nel buio della notte, ma continui le sue dipendenze alla luce elettrica. Accade così che i modelli da imitare siano i protagonisti energivori dell’effimero: sarti, cuochi, influencer. Accade così che il maschile di ogni uomo, il controllo della testa e del sapere, opprima il femminile interiore della saggezza, il bambino interiore, il corpo, capace di cambiare, di giocare e di guarire continuamente; e che lo stress cronico, generato di per sé dal controllo, generi a sua volta le malattie della modernità (malattie cardiocircolatorie e metaboliche, allergie, cancro, malattie autoimmuni); e che l’uomo non sappia prevenire la malattia imparando dai propri errori, ma che l’attenda inerte nella speranza che un’istituzione (la scienza o la mamma buona, finalmente ritrovata) lo guarisca. Accade così che l’uomo creda nel fascino della chiacchiera e della propaganda e si disabitui nel viaggio dal silenzio e dall’ascolto verso la chiara comprensione. Accade così che l’uomo cerchi un suo nemico da sottomettere muscolarmente, che distrugga la natura per la sua brama di possesso, che la sua muscolarità lo riporti a ciò che vorrebbe evitare: lo scheletro della morte.

L’uomo con la mente aperta, capace di attenzione globale, comprende l’equilibrio tra gli opposti. L’uomo “progredito”, invece, fissato nell’attenzione focalizzata ed incapace di discernere le priorità e le conseguenze delle proprie azioni, non sa lasciarsi guidare dal principio dell’Assoluto, dal rispetto per la Vita: la sua mente è confusa dal Relativismo, che riduce il Tutto al qualunquistico “mettere tutto sullo stesso piano”, per cui ogni banalità può distrarlo da ogni più tenue consapevolezza. Il riduzionismo è, infatti, nemico della complessità ed induce l’uomo a commettere errori ottimistici grossolani. Perfino i “prudenti” scienziati della metereologia stanno sbagliando le loro previsioni: quella che stiamo vivendo non sarà una delle estati più calde, ma una delle estati più fresche, se paragonata a quella dell’anno prossimo e dei prossimi (purtroppo pochi, se continua così) anni a venire; e le previsioni rassicuranti che ci sia ancora un margine temporale rassicurante – il 2100, il 2050, il 2030 – si stanno rivelando clamorosamente sbagliate.

Questo riduzionismo riformista è, a suo modo, più deleterio del negazionismo di Donald Trump, il presidente americano che, focalizzato sul compiacere i petrolieri e i suoi elettori carnivori, ha muscolarmente sostenuto e sostiene che il cambiamento climatico non esiste o è dovuto a cause naturali. Il riduzionismo riformista ci regala un’”ecologia riformista” che promette le “energie rinnovabili” ed il graduale “superamento” dei combustibili fossili attraverso la sostituzione di carbone e petrolio con il gas, nel breve periodo più nocivo del petrolio, e col nucleare, oneroso, pericoloso e, nel tempo, insostenibile. Ma le promesse le fanno i bambini: sono fatte per non essere mantenute. Tant’è che nel frattempo i vincoli dettati dalle varie COP vengono ignorati o, banalmente, non rispettati perché ci sono emergenze più impellenti: bisogna fare la guerra al cancro, la guerra al COVID, la guerra militare. L’illusione che ci sia un nemico fuori di sé con cui guerreggiare, propria della tendenza dell’”uomo progredito” a rimandare le scelte inesorabili, offusca la responsabilità di comprendere che non c’è alternativa all’”ecologia profonda”, in cui l’uomo riduca intenzionalmente la sua presenza sulla terra da vari punti di vista. Gli uomini sono troppi (occorre la genitorialità responsabile, che, in assenza di pratiche sessuali consapevoli che siano il frutto del centramento nell’estasi dell’orgasmo, è ottenibile solo con la diffusione della “pillola del giorno dopo”), consumano troppo, riscaldano troppo e producono cose effimere attraverso cicli di produzione “energivori” (mentre sarebbero virtuosi la scelta prioritaria dei beni essenziali gratuiti - acqua e cibo ecologicamente prodotto – e l’abbandono o la forte tassazione di atteggiamenti e comportamenti contrari alla salute, all’ecologia e al bene comune), hanno smarrito il senso di sacralità della vita perché mentalmente malati.

Solo una consapevolezza globale della drammaticità della situazione può riequilibrare l’aspirazione al suicidio dell’uomo, che ha privilegiato il polo distruttivo e maschile del “fuoco” contro il polo conservativo e femminile dell’”acqua”. Il fascino del fuoco e del conflitto maschile non sembra dunque avere rimedi: per mantenere i loro domini Biden si è rimangiato la maggior parte delle tiepide promesse sul cambiamento energetico fatte in campagna elettorale; il feroce Putin ignora la catastrofe della liberazione del gas per lo scioglimento del permafrost dichiarando “un paio di gradi in più non sono male, spenderemo meno per i cappotti e salirà la raccolta di grano”; Cina, India, Pakistan e Brasile reclamano il loro diritto al turno di grandi inquinatori.

Rimane inascoltato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che, commentando il VI rapporto IPCC (Integrated Pollution Prevention and Control) sul cambiamento climatico, ha affermato che questo rapporto descrive "litanie di promesse sul clima non mantenute [dai responsabili politici]" e nelle sue osservazioni chiedeva più azioni, affermando che "gli attivisti per il clima sono talvolta descritti come pericolosi radicali. Ma i radicali veramente pericolosi sono i paesi che stanno aumentando la produzione di combustibili fossili”. E un governo dell’ONU, al di là delle rivalità, dei conflitti e delle guerre dei singoli Stati, è più che urgente: è fondamentale per la salvaguardia della Vita.

Adolfo Santoro

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